Vivano nell'amore e nella pace
Vivano nell'amore e nella pace

In un tempo segnato da profonde incertezze e trasformazioni, questa meditazione di Raoul Follereau si erge come un accorato grido di fiducia. Attraverso una preghiera per la pace e la fraternità, il testo invoca la misericordia divina sulle fragilità umane, sollecitando la costruzione di una civiltà rinnovata dall’amore, capace di superare divisioni e violenze per camminare unita verso la luce di Dio.


Anno Duemila. Tempo di paura
o primavera d’amore?
Atomo: trionfo dell’uomo
o patibolo dell’umanità?
Signore, aiutaci!

Detentori ormai di una particella
della tua potenza,
eccoci davanti a te, deboli, fragili,
più poveri che mai,
vergognosi delle nostre coscienze rattoppate,
dei nostri cuori a brandelli.
Signore, abbi pietà di noi.
Insegna ai tuoi figli ad amarsi.

Perché, Signore, non vi è amore
senza il tuo amore.
Fa’ che ogni giorno, e per tutta la vita,
nella gioia, nel dolore,
noi siamo fratelli, fratelli senza frontiere.

Non accettando altre tirannie
che quella della tua bontà,
la nostra civiltà martoriata dall’odio,
dalla violenza e dal denaro,
rifiorirà nella pace e nella giustizia.

Come l’alba diventa aurora,
e poi giorno,
voglia il tuo amore che i figli dell’Anno Duemila
nascano nella speranza,
crescano nella pace,
si estinguano infine nella luce,
per ritrovarti, Signore,
tu che sei la Vita.

(Raoul Follereau)