La gioia dell’ultimo posto
Signore Gesù,
che osservi i nostri cuori e conosci le nostre segrete ambizioni,
liberaci dalla sete dei primi posti,
dalla vanità che ci spinge a cercare l’onore degli uomini
dimenticando il tuo sguardo.
Insegnaci, Maestro buono,
la via dell’umiltà,
a scegliere con gioia l’ultimo posto,
non per falsa modestia,
ma per un desiderio sincero di servire e di non essere serviti,
di amare senza calcolare.
Apri i nostri occhi e il nostro cuore
per riconoscere chi davvero dobbiamo invitare alla nostra mensa:
i poveri, gli storpi, gli zoppi, i ciechi,
coloro che la società scarta
e che non possono ricambiare,
ma che ai tuoi occhi sono i primi, i prediletti.
Donaci la grazia
di una carità gratuita,
che non cerca ricompensa sulla terra,
ma attende con fiducia la gioia beata della risurrezione,
quando Tu stesso ci dirai:
“Amico, vieni più avanti”,
e ci farai sedere al banchetto eterno del tuo Regno.
Amen!
Per gentile concessione di don Lucio D’Abbraccio.
Spiegazione
Questa preghiera di umiltà e carità nasce dal desiderio di seguire Gesù non cercando i primi posti, ma accogliendo lo stile del Vangelo.
Nella prima parte si riconosce il rischio dell’orgoglio e della vanità, che portano a cercare l’onore e l’approvazione degli uomini, dimenticando lo sguardo di Dio. L’orante chiede a Cristo di liberarlo da questa sete di riconoscimento.
Segue la supplica di imparare l’umiltà: scegliere l’ultimo posto non per finta modestia, ma come scelta sincera di servizio e amore disinteressato. È l’atteggiamento del discepolo che non cerca di essere servito, ma di servire.
La preghiera apre poi lo sguardo sugli altri: i poveri, i deboli e gli esclusi. Gesù stesso li considera prediletti e invita ad accoglierli come ospiti privilegiati alla mensa della vita.
Infine, si chiede la grazia di una carità gratuita, che non aspetta ricompensa umana ma confida nella promessa della risurrezione. L’immagine conclusiva del banchetto eterno, in cui Cristo stesso accoglie e invita a “venire più avanti”, è segno della gioia definitiva nel Regno di Dio.
Questa preghiera educa il cuore a camminare sulla via dell’umiltà, dell’accoglienza e della speranza.



