Questa preghiera ci conduce nel cuore del Giovedรฌ Santo, quando Gesรน, nell’intimitร dell’Ultima Cena, compie il gesto piรน rivoluzionario della storia: si inginocchia davanti ai suoi discepoli e lava loro i piedi.
ร il momento in cui la divinitร si abbassa per servire l’umanitร , rivelando che la vera grandezza non sta nel dominare, ma nel donarsi. Attraverso queste parole, siamo invitati a lasciarci trasformare dall’umiltร di Cristo, a riconoscere le nostre resistenze davanti a un amore cosรฌ radicale e a imparare che solo chi accetta di essere lavato e purificato puรฒ poi servire gli altri con autenticitร .
La lavanda dei piedi diventa cosรฌ la chiave per comprendere il mistero pasquale: un Dio che si china per rialzare, che muore per dare vita, che serve per rendere liberi.
Signore Gesรน,
nell’ora della tua Pasqua,
quando sapevi di venire dal Padre
e al Padre ritornare,
non ti sei sottratto all’amore,
ma hai amato i tuoi sino alla fine.
Tu hai lasciato il posto dell’onore,
hai deposto le vesti,
ti sei cinto dell’asciugatoio del servo
e hai voluto mostrare
che la gloria di Dio รจ l’umiltร che salva.
Strappa anche da me l’illusione
di una salvezza facile, potente, senza croce;
liberami dall’orgoglio
che resiste al tuo abbassamento
e rendimi disponibile ad accogliere il mistero
di un Dio che si inginocchia davanti all’uomo
per rialzarlo alla sua dignitร di figlio.
Signore Gesรน,
anche io porto in me la fatica di Pietro:
vorrei seguirti,
ma mi scandalizza la tua umiltร ;
vorrei averti come Signore,
ma senza lasciarmi lavare da te;
vorrei condividere la tua vita,
ma senza passare per la purificazione del cuore.
Tu perรฒ mi dici che,
se non mi lascio servire dal tuo amore,
non potrรฒ avere parte con te.
Perciรฒ ti apro la mia povertร ,
le mie resistenze, le mie paure,
la polvere dei miei piedi
e le vie sbagliate dei miei passi.
Lavami, Signore,
con l’acqua e il sangue del tuo dono pasquale;
purificami dalla superficialitร della fede,
dalla durezza del cuore,
dalla tentazione di vivere per me stesso,
e donami di conoscerti interiormente,
per comprendere, nell’esperienza,
che solo il tuo amore conduce alla libertร .
Signore Gesรน,
tu hai fatto del servizio
la forma piรน alta dell’amore
e della croce il luogo
in cui si rivela la vera gloria.
Insegnami a deporre le vesti
dell’ambizione, della presunzione e della vanitร ,
che mi fanno cercare il primo posto
e mi impediscono di riconoscere i fratelli.
Cingimi tu del grembiule dell’umiltร ;
piegami non sotto il peso della rassegnazione,
ma nella libertร della caritร .
Fa’ che l’Eucaristia,
nella quale continui a donarci te stesso,
non sia per me un rito abituale e distratto,
ma scuola di comunione,
nutrimento nel cammino,
fuoco che trasforma la vita.
Donami occhi capaci di vederti
nel povero, nel ferito, nel sofferente,
e mani pronte a servire senza calcolo,
perchรฉ l’amore che ricevo da te diventi
consolazione, riconciliazione e pace.
Signore Gesรน,
ti offro i miei piedi,
perchรฉ tu li lavi dalla polvere
del peccato e dell’ambizione;
ti offro i miei passi,
perchรฉ non si smarriscano
sulle strade dell’egoismo e della paura;
ti offro la mia vita,
perchรฉ tu la renda pasquale,
capace di passare con te
da questo mondo al Padre.
Rendimi forte nella prova,
mite nell’umiliazione,
fedele nel servizio,
paziente nella sofferenza,
perseverante nell’amore.
Fa’ che, unito a te,
io impari a piegare le ginocchia nella preghiera
e a chinarmi sui piedi dei fratelli
con tenerezza e veritร .
E quando il cammino si farร oscuro,
ricordami che tu resti il Fratello e il Pastore
che non abbandona i suoi,
ma li conduce, attraverso la notte,
verso la casa del Padre
e il banchetto della vita eterna.
A Te Dio, che sei Padre, Figlio e Spirito Santo, sia gloria ora e sempre. Amen.
Preghiera di don Pasquale Giordano.


