“Ti seguirò, Signore” è una preghiera di fiducia e abbandono nelle mani di Dio. Un dialogo spirituale che chiede forza, dolcezza e capacità di amare come Cristo. Ideale per momenti di riflessione personale o di adorazione silenziosa davanti al Signore.
La tua voce, Signore,
mi ripete:
“Seguimi!”
Se tardo a risponderti,
non andare via, Signore.
Se tardo ad aprirti,
non stancarti di me.
Ti seguirò, Signore,
purché tu voglia
allargarmi il cuore.
Ti seguirò,
purché Tu sia più forte
delle mie paure.
Ti seguirò,
Cristo,
che sei nell’ultimo di tutti
come nel tuo vero tabernacolo.
Cristo dei pubblicani
e degli uomini liberi,
donami un cuore capace
di condannare il peccato
e di abbracciare il peccatore.
Che io sappia perdere tempo
con gli sbandati
anziché gratificarmi
con i devoti.
Donami uno sguardo dolce,
perché chi ha lo sguardo dolce
sarà perdonato.
Donami di contemplare
i tuoi occhi che mi contemplano:
con tutti i miei problemi
mi contempli, lo so,
e mi ami.
I tuoi occhi sono la sorgente,
il pozzo dell’acqua viva,
il ciglio dell’abisso:
che io mi senta amato.
Allora rinunciare per te
sarà uguale a fiorire.
P. Ermes Ronchi – fonte


