Questa preghiera intima e profonda, ispirata alle Beatitudini del Vangelo, ti invita a sederti ai piedi di Gesù sul monte, come un fratello che accoglie la tua stanchezza. Attraverso parole semplici e toccanti, chiede di essere resi poveri in spirito, miti, misericordiosi e artigiani di pace, trasformando lacrime in grazia e rabbia in pazienza. Ideale per momenti di riflessione quotidiana, aiuta a vivere la vera beatitudine: non negli applausi del mondo, ma nel nome scritto nei cieli.
Signore Gesù,
che sul monte ti sedesti non come un giudice lontano,
ma come un fratello che offre il cuore,
siediti oggi accanto alla mia stanchezza
e istruisci ancora l’anima mia.
Rendimi povero in spirito,
liberami dalla superbia di chi crede di bastare a se stesso;
insegnami che le mani vuote non sono un fallimento,
ma l’unica culla capace di accogliere la tua grazia.
Quando il dolore busserà alla mia porta,
donami di piangere senza disperazione.
Fa’ che le mie lacrime non siano sterili,
ma diventino acqua limpida che lava lo sguardo
per vedere Te nel volto di chi soffre.
Plasma il mio cuore perché sia mite.
Disarma la mia rabbia, spegni la pretesa di avere sempre ragione.
Dammi la forza dolce della pazienza,
quella che non urla per vincere, ma ama per restare.
Accendi in me la fame e la sete della giustizia,
un’inquietudine santa che non si rassegna al male,
ma che cerca la tua volontà come il pane quotidiano.
Fammi strumento della tua misericordia.
Poiché respiro ogni giorno il tuo perdono,
aiutami a non chiudere il cuore davanti alle cadute altrui,
ma a guardare ogni uomo con la tenerezza con cui Tu guardi me.
Purifica il mio sguardo, o Signore, perché io sia puro di cuore.
Togli le incrostazioni dell’ipocrisia e della doppiezza,
affinché io possa scorgere la tua luce nella semplicità del reale.
Rendimi un artigiano di pace,
uno che ripara strappi e getta ponti sugli abissi dell’incomprensione,
senza cercare la vittoria nelle discussioni,
ma l’unità dei cuori.
E se la fedeltà al Vangelo renderà la strada ripida,
se sarò incompreso o perseguitato a causa del tuo nome,
ricordami che non cammino solo.
La vera beatitudine non è nell’applauso del mondo che passa,
ma nel sapere che il mio nome è scritto nei cieli,
custodito nel tuo amore.
Amen!
Per gentile concessione di don Lucio D’Abbraccio.
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