Occhi che vedono e cuori aperti
O Signore, Dio di ogni grazia e misericordia,
veniamo a Te con umiltà, riflettendo sulla parabola dell’uomo ricco e del povero Lazzaro.
Quante volte, immersi nelle nostre comodità e nelle nostre preoccupazioni,
siamo simili a quell’uomo, incapaci di vedere chi è accanto a noi,
alla porta del nostro cuore, della nostra casa, della nostra città.
Perdonaci, Signore, per la nostra cecità e la nostra indifferenza.
Perdonaci quando la fretta, l’egoismo o la superficialità
ci impediscono di riconoscere il Tuo volto nei volti sofferenti dei nostri fratelli.
Perdonaci quando abbassiamo lo sguardo, acceleriamo il passo
o ci chiudiamo nella “bolla” dei nostri impegni, rendendo invisibili i Lazzaro che Tu poni sul nostro cammino.
Ti preghiamo, Signore, donaci occhi che vedono.
Donaci la capacità di scorgere la fame, la solitudine, le piaghe,
non solo quelle fisiche, ma anche quelle dell’anima:
la tristezza di un collega, la disperazione di un vicino anziano,
la sete di ascolto di un genitore, il bisogno di affetto di un figlio.
Donaci un cuore aperto, che si commuova, che abbia compassione.
Liberaci dall’abisso dell’indifferenza che noi stessi scaviamo con le nostre scelte.
Aiutaci a comprendere che la vera ricchezza non risiede nell’accumulo,
ma nella condivisione, nella giustizia, nel restituire ciò che è anche degli altri.
Fa’ che l’Eucaristia che celebriamo non sia vana,
ma ci spinga a riconoscere e onorare il Tuo Corpo
in coloro che sono nudi, affamati, soli, ignorati.
Insegnaci, come Maria, a vedere le necessità e a correre “in fretta” per servire.
Non vogliamo aspettare segni dal cielo o miracoli strabilianti;
sappiamo che il vero miracolo, il Tuo segno quotidiano,
è proprio il Lazzaro che metti alla nostra porta.
Fa’ che ascoltiamo Mosè e i Profeti, il Vangelo e la voce della nostra coscienza.
Converti i nostri cuori, o Dio.
Rendici strumenti della Tua misericordia,
capaci di condividere non solo le briciole,
ma il pane della nostra vita, il tempo, l’ascolto, l’amore.
Amen!
Per gentile concessione di don Lucio D’Abbraccio.
Breve Spiegazione
Questa preghiera nasce dal Vangelo di Luca 16,19-31, dove Gesù racconta la parabola del ricco e del povero Lazzaro. È una supplica profonda per ricevere occhi che vedono la sofferenza, cuori compassionevoli e la grazia di vivere la condivisione. Chiede perdono per l’indifferenza e invita alla conversione del cuore per riconoscere Cristo nei poveri.


