Ispirata alla Solennità di Tutti i Santi e al discorso evangelico delle Beatitudini, questa orazione orienta lo sguardo del fedele verso la speranza della vita eterna. Attraverso il richiamo alle tribolazioni terrene e al desiderio di purificazione spirituale, il testo affida a Cristo ogni fragilità, invocando il dono della mitezza e la gioia della salvezza promessa ai puri di cuore.
Signore Gesù,
alziamo gli occhi a quella moltitudine immensa, in piedi davanti al trono.
Vengono dalla «grande tribolazione» e hanno reso candide le loro vesti nel sangue dell’Agnello.
Noi siamo ancora in cammino, e ogni giorno vediamo quanto siamo lontani dalla tua santità.
Eppure, sul monte, hai pronunciato una parola di grazia: beati.
Quando il cuore è pieno di lacrime, ricordaci che hai promesso: saremo consolati.
Quando subiamo l’ingiustizia, non lasciarci rispondere al male con il male: rivestici della tua mitezza.
Rendici puri di cuore, perché possiamo vedere il tuo volto.
Fa’ che la nostra fragilità diventi la casa della tua grazia.
E donaci la gioia dei santi, quella che ci hai annunciato: «Rallegratevi ed esultate».
Aiutaci a crederlo, anche quando piangiamo.
Quando verrà la nostra ora, non guardare ai nostri meriti, ma all’amore con cui ci hai salvati.
Chiamaci per nome in mezzo a quella folla,
e facci entrare nella gioia che non finisce.
Amen.
Per gentile concessione di: Don Lucio D’Abbraccio



