Dal fango allaย luce

Quando la cecitร  non รจ solo negli occhi ma abita il cuore, serve un tocco divino che trasformi il fango della nostra condizione umana in argilla di guarigione.

Questa preghiera nasce dal Vangelo di Giovanni (capitolo 9), dove Cristo ridona la vista al cieco nato, ma soprattutto gli dona la fede. รˆ un’invocazione per chi cerca la luce in mezzo alle tenebre spirituali, per chi desidera liberarsi dall’arroganza di credere di vedere tutto e dalla paura di testimoniare la propria trasformazione.

Preghiamo affinchรฉ Cristo torni a cercarci, a toccarci, a farci passare dal fango alla luce, dalla cecitร  alla vista, dall’incredulitร  all’adorazione.


O Signore Gesรน Cristo, vera Luce del mondo,
tu che posasti il tuo sguardo di misericordia sullโ€™uomo cieco fin dalla nascita,
non distogliere gli occhi dalla nostra miseria.

Noi veniamo alla vita avvolti nelle tenebre
e spesso restiamo incapaci di riconoscere
la maestร  della tua grazia.

Tu che impastasti il fango con la tua saliva
e lo ponesti sugli occhi di quellโ€™uomo,
stendi ancora sulle nostre palpebre
il segno della nuova creazione
e inviaci a lavarci nelle acque purificatrici di Siloe,
affinchรฉ possiamo finalmente contemplare il tuo volto.

Custodiscici, o Salvatore,
dalla sottile e terribile illusione della superbia spirituale.
Liberaci dallโ€™arroganza di affermare: ยซNoi vediamoยป (Gv 9,41),
affinchรฉ non rimaniamo prigionieri delle nostre stesse tenebre.

Dissipa la cecitร  di chi giudica senza comprendere
e di chi presume di possedere la tua veritร 
senza custodirla nel cuore.

Dona al nostro spirito lโ€™audacia di confessare la tua opera di salvezza.
Quando lโ€™incredulitร  del mondo ci interroga o ci respinge,
concedici la grazia di non rinnegare la tua luce,
ma di proclamare con umile fermezza:
ยซEro cieco e ora ci vedoยป (Gv 9,25).

E quando saremo scacciati per aver testimoniato il tuo nome,
vieni tu stesso a cercarci.
Rivelati alla nostra anima smarrita,
affinchรฉ si aprano pienamente gli occhi della fede;
e noi, prostrati davanti a te in adorazione,
possiamo confessare senza esitazione:
ยซIo credo, Signoreยป (Gv 9,38).

Amen.


Per gentile concessione di don Lucio d’Abbraccio.