Questa orazione offre una profonda riflessione sulla parabola degli operai della vigna, invitandoci a superare la logica del merito umano per aprirci alla gratuità della grazia divina.
Attraverso parole sincere di affidamento, il credente chiede di essere liberato dall’invidia e dal rancore, riscoprendo nella misericordia di Dio non un salario da pretendere, ma un dono di amore incondizionato che dona riposo all’anima.
Una preghiera per superare il merito e accogliere la misericordia di Dio
Signore della vigna,
che esci a cercarci dall’alba fino al tramonto,
perdonami quando mi presento a te con l’animo del contabile.
Spesso misuro la mia fatica e pretendo una ricompensa,
dimenticando che lavorare nel tuo campo
è già la grazia più grande.
Togli dai miei occhi l’invidia per il bene che doni agli altri.
Liberami dall’illusione di dover comprare il tuo amore
e dal rancore segreto che avvelena la mia stanchezza.
Che io sia l’operaio della prima o dell’undicesima ora,
ciò che mi salva non è il mio merito,
ma la tua misericordia.
Anche se busso tardi, con le mani vuote,
Tu apri la porta e mi chiami ancora «amico».
Donami la gioia di stupirmi
per la tua bontà, che non so misurare,
perché il tuo amore non è un salario da incassare,
ma un abbraccio in cui riposare.
Amen.
Per gentile concessione di: Don Lucio D’Abbraccio



