Il sentire che la fede è piccola cosa in me mi rende incerto
e io penso che questo sia male,
per questo ti chiedo disperatamente di darmene di più,
e invidio (benevolmente) chi sembra avere tanta fede…
Non riesco a pensare che nel tuo pensiero,
nel tuo sentire ciò che è vita
è sempre racchiuso in uno spazio minimo.
La vita è nascosta, sempre.
Sta a noi raggiungerla per esserne inondati e travolti.
Aiutami a capire che l’incertezza non è una cattiva compagna
quando mi lascia addosso il fremito della precarietà delle cose
e mi permette di andare incontro a tutto con trepida attesa e speranza piuttosto che con il fare sicuro di chi non ha timore di nulla e poco si apre alla novità dell’esperienza altrui.
Non ti chiederò più, Signore, di aumentare la mia fede,
ma di rintracciarla tra le cose “insignificanti” ricevute
e finite tutte in un cassettino del mio ripostiglio.
Quanti doni dimenticati, solo perché “nascosti”
dietro le apparenze di minuterie della vita di sempre
Donami occhi per vederli, mio Dio!


