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Quante volte ci ritroviamo a voler controllare tutto, a portare sulle nostre spalle pesi che non ci appartengono?

Questa preghiera nasce dal desiderio di imparare da Gesù l’arte dell’abbandono fiducioso, quella relazione filiale con il Padre che libera dal bisogno di autosufficienza e apre il cuore alla docilità dello Spirito. È un’invocazione semplice ma profonda, che chiede al Signore di trasformare la nostra rigidità in apertura, il nostro affanno in pace, e la nostra solitudine in comunione con Lui.


Signore Gesù,
davanti a queste tue parole mi accorgo
di quante volte cerco di fare tutto da solo,
di quante volte mi affanno, mi chiudo, mi irrigidisco.

Tu invece vivi guardando il Padre,
fidandoti, ascoltando, lasciandoti guidare.

Insegnami questa fiducia semplice,
insegnami a fermarmi, ad ascoltare,
a non avere paura di dipendere da Te.

Donami un cuore capace di relazione,
non autosufficiente ma aperto,
non chiuso ma docile.

E fa’ che la tua parola entri davvero nella mia vita,
non solo nelle orecchie ma nel cuore,
perché possa sperimentare già da ora
quella vita piena che Tu prometti.

Amen.

Per gentile concessione di Helmy Ibrahim.