Signore Gesù,
fa’ che io sappia essere piccolo come Zaccheo,
piccolo di statura morale,
ma dammi un po’ di fantasia
per trovare il modo di innalzarmi un poco da terra
spinto dal desiderio di vederti passare,
di conoscerti, di sapere chi tu sei per me.

Signore Gesù,
fa’ che io mi riconosca nel capo dei pubblicani
quanto al mio disonesto accumulare
tante cose di mio gusto,
tante false sicurezze;
fa’ che mi riconosca tra i pubblicani,
ma mettimi nel cuore una sana inquietudine,
almeno un po’ di curiosità per cercare Te.

Signore Gesù,
che devi passare dalle mie parti,
Tu devi passare di qui,
Tu sei venuto apposta!

Ti prego, fammi trovare un albero,
fammi trovare qualcuno che io ritenga più alto,
migliore di me,
per valermi della sua statura e cercare di vedere Te,
soprattutto per farmi vedere da Te
e sentirmi chiamare per nome.

Che stupore! Come mi conosci?

Chi ti ha parlato di me?

Signore Gesù,
dimmi che oggi Ti vuoi fermare a casa mia,
come ospite, come amico che non parte più.

Vieni a riempire la mia vita,
liberandomi dal peso ingombrante di ciò che sono,
e di ciò che possiedo.

Vieni a darmi l’entusiasmo di essere povero nel cuore,
e ricco soltanto di Te,
mia salvezza, mia gioia.

Io sono sicuro che mi ascolti,
che sei venuto a cercarmi
e hai ritrovato ciò che era perduto,
mi hai riacquistato a prezzo di Te stesso,
di Te stesso immolato per eccesso di amore.

Signore Gesù,
Pastore grande, sollevami sulle tue spalle
per farmi vedere anche il volto del Padre. Amen.

Preghiera di suor Marina, tratta da Dino Negro, Il sapore della vita, Ed. Paoline, Milano 2000, pagg. 107-108