San Giuseppe Cottolengo incarnò un modello di santità concreta, vissuta nell’abbandono totale alla Divina Provvidenza e nella dedizione instancabile verso gli ultimi.
Questa preghiera ci invita a guardare alla sua testimonianza come guida per riconoscere la presenza di Dio nei segni dei tempi, aprendo i nostri cuori alla carità autentica che costruisce “tende di bene” nelle periferie dell’umanità. Invocare la sua intercessione significa chiedere la grazia di vivere la santità non come un ideale irraggiungibile, ma come un cammino quotidiano nutrito dalla Parola e dall’Eucaristia, capace di trasformare ogni gesto in annuncio gioioso del Vangelo.
Santo del 30 aprile.
San Giuseppe Cottolengo,
tu hai coltivato un sogno: “voglio farmi santo”,
e lo hai realizzato “mediante l’aiuto di Iddio”:
aiutaci a trattare la santità non come vaga utopia,
ma via possibile
quando viviamo “per Dio e in Dio”.
San Giuseppe Cottolengo,
in cammino per discernere nei segni dei tempi
la presenza di Dio,
tu hai scoperto la tua vocazione nella carità,
che ti ha spinto verso i bisognosi e abbandonati:
apri i nostri occhi
per cogliere nell’oggi
il richiamo dell’Amore
a costruire tende di bene
a favore delle periferie umane.
San Giuseppe Cottolengo,
con cuore grato di figlio,
tu hai affrontato ogni vicenda della vita pienamente abbandonato alla Divina Provvidenza:
prega per noi,
perché possiamo
ritrovare nella Sua Parola le nostre parole e nell’Eucaristia i nostri pani spezzati,
camminando tutti insieme
nell’annuncio gioioso del Vangelo, garanzia di pace e fraternità.
Amen.
Preghiera di don Nicola Galante



