Iniziamo la giornata spogliandoci dalle troppe parole. Gesù oggi ci insegna che pregare non significa rincorrere formule umane. Significa invece abbandonarsi con fiducia alle braccia di un Padre che conosce già ogni nostra necessità profonda.
Signore Gesù, purifica le mie labbra in questa nuova alba.
Liberami dall’ansia di dover convincere Dio con fiumi di parole vuote.
Insegnami l’arte del silenzio interiore.
Desidero che il mio cuore impari a riposare nella certezza che il Padre sa bene di cosa ho bisogno, prima ancora che io lo chieda.
Oggi accolgo la Tua stessa preghiera. Venga il Tuo regno nelle mie decisioni di oggi.
Sia fatta la Tua volontà sul mio posto di lavoro, in famiglia e nei miei pensieri.
Donami il pane quotidiano della Tua grazia e della pazienza.
Aiutami a spezzare il pane del perdono con chi mi ferirà, imitando la Tua misericordia infinita.
Custodiscimi dal male e dalle tentazioni dell’orgoglio.
Fa’ che io cammini tutto il giorno stringendo la mano del Padre, certo del Suo amore fedele.
Amen.
Nel Vangelo di oggi, Gesù ci dona il Padre Nostro, la sintesi di ogni vera preghiera cristiana. Il testo ci invita a fuggire l’ipocrisia delle formule vuote, riscoprendo la bellezza di una relazione filiale e sincera con Dio. La liturgia ci ricorda che il perdono offerto ai fratelli è la condizione indispensabile per ricevere noi stessi la misericordia del Padre.



