Tu, Signore Gesù, vieni a noi come cibo, affinché possiamo mangiarti
e possiamo così incorporarti in tutto il nostro essere
affinché tu possa irrorare di te ogni cosa della nostra vita.
Tu desideri entrare in ogni nostra ferita,
in ogni dolore, in ogni nostra solitudine
per farla diventare luogo di risurrezione.
Il tuo corpo e il tuo sangue
nel nostro corpo e nel nostro sangue.
Noi, piccolissimi nulla,
irrorati dalla tua potenza creatrice,
irrorati dalla forza della resurrezione
irrorati dal tuo dono d’amore per noi e per tutti,
fino alla consumazione dei secoli.
Il tuo corpo e il tuo sangue
nel nostro corpo e nel nostro sangue.
Mistero di comunione, di intimità, di sponsalità.
Mistero, cioè evento troppo luminoso,
del viverci reciprocamente innestati:
noi in te e tu in noi.
Mistero che è vita: la tua e la nostra in te.
Sorella Elisabetta


