La Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei non รจ soltanto una preghiera, ma un vero e proprio atto di affidamento collettivo che affonda le sue radici nella storia di riscatto della Valle di Pompei. Composta nel 1883 dal Beato Bartolo Longo, quest’opera riflette la profonda conversione del suo autore: un avvocato che, dopo un passato lontano dalla fede, scelse di dedicare la propria vita alla diffusione della devozione mariana e all’assistenza degli emarginati.
La Supplica viene recitata tradizionalmente due volte l’anno, l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, in coincidenza con il mezzogiorno. Il testo รจ un intreccio di suppliche accorate per la pace mondiale, la protezione delle famiglie e il perdono dei peccatori, invocando Maria come “Regina delle vittorie”. Per il suo alto valore spirituale, la Chiesa, attraverso Papa Pio XI, ha arricchito questa pratica con l’indulgenza plenaria nel 1925.
Oggi, questa preghiera rappresenta un ponte tra il passato storico del santuario pompeiano e la speranza universale dei fedeli, mantenendo intatta la sua forza emotiva e la sua solennitร liturgica.
SUPPLICA ALLA REGINA DEL SANTO ROSARIO DI POMPEI
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
I. – O augusta Regina delle vittorie, o Vergine sovrana del paradiso, al cui nome potente si rallegrano i cieli e tremano per terrore gli abissi, o Regina gloriosa del santissimo Rosario, noi tutti avventurati figli vostri, che la bontร vostra ha prescelti in questo secolo ad innalzarvi un tempio in Pompei, qui prostrati ai vostri piedi, in questo giorno solennissimo della festa dei novelli vostri trionfi sulla terra degli idoli e dei demoni, effondiamo con lagrime gli affetti del nostro cuore, e con la confidenza di figli vi esponiamo le nostre miserie.
Deh! da questo trono di clemenza ove sedete Regina, volgete, o Maria, lo sguardo vostro pietoso verso di noi, su tutte le nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, su tutta la Chiesa: e vi prenda compassione degli affanni in cui volgiamo e dei travagli, che ne amareggiano la vita. Vedete, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo ne circondano, quante calamitร ed afflizioni ne costringono! O Madre, trattenete il braccio della giustizia del vostro Figliuolo sdegnato, e vincete con la clemenza il cuore dei peccatori: sono pur nostri fratelli e figli vostri, che costarono sangue al dolce Gesรน, e trafitture di coltello al vostro sensibilissimo Cuore. Oggi mostratevi a tutti qual siete, Regina di pace e di perdono.
Salve, Regรญna,
Mater misericรณrdiae,
vita, dulcรฉdo et spes nostra, salve.
Ad te clamรกmus,
รฉxsules filii Evae.
Ad te suspirรกmus gemรฉntes et flentes
in hac lacrimรกrum valle.
Eia ergo, advocรกta nostra,
illos tuos misericรณrdes รณculos
ad nos convรฉrte.
Et Iesum, benedรญctum fructum
ventris tui,
nobis, post hoc exsรญlium, ostรฉnde.
O clemens, o pia, o dulcis Virgo Marรญa!
II. ร vero, รจ vero, che noi per primi, benchรฉ vostri figliuoli, coi peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesรน e trafiggiamo novellamente il vostro Cuore. Sรฌ, lo confessiamo, siamo meritevoli dei piรน aspri flagelli. Ma Voi ricordatevi che sulle vette del Golgota raccoglieste le ultime stille di quel Sangue divino e l’ultimo testamento del Redentore moribondo. E quel testamento di un Dio, suggellato col Sangue di un Uomo-Dio, vi dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Voi dunque, come nostra Madre, siete la nostra avvocata, la nostra speranza: e noi gementi stendiamo a voi le mani supplichevoli gridando: misericordia! Pietร vi prenda, o Madre buona, pietร di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri fratelli estinti, e soprattutto dei nostri nemici, e di tanti che si dicono cristiani, e pur dilacerano il Cuore amabile del vostro Figliuolo. Pietร , deh! pietร oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, che ritorni pentito al Cuore vostro. Misericordia per tutti, o Madre di misericordia!
Salve, Regรญna, mater misericordiรฆ…
III. – Che vi costa, o Maria, l’esaudirci? Che vi costa il salvarci? Non ha Gesรน riposto nelle vostre mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie? Voi sedete coronata Regina alla destra del vostro Figliuolo, cinta di gloria immortale su tutti i cori degli Angeli. Voi distendete il vostro dominio per quanto son distesi i cieli, ed a voi la terra e le creature tutte, che in essa abitano, sono soggette. Il vostro dominio si stende sino all’inferno e Voi sola ci strappate dalle mani di Satana, o Maria.
Voi siete l’onnipotente per grazia, Voi dunque potete salvarci. Che se dite di non volerci aiutare perchรฉ figli ingrati e immeritevoli della vostra protezione, diteci almeno a chi mai dobbiamo ricorrere per essere liberati da tanti flagelli. Ah! no. Il vostro cuore di Madre non patirร di veder noi, vostri figli, perduti. Il Bambino che vediamo sulle vostre ginocchia e la mistica corona che miriamo nella vostra mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in voi, ci gettiamo ai vostri piedi e ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della piรน tenera fra le madri, ed oggi stesso, sรฌ, oggi, da voi aspettiamo le sospirate grazie.
Salve, Regina, mater misericordiรฆ…
Chiediamo la benedizione a Maria
Un’ultima grazia ora vi chiediamo, o Regina, che non potete negarci in questo giorno solennissimo. Concedete a tutti noi l’amore vostro costante e in modo speciale la materna benedizione. No, non ci leveremo oggi dai vostri piedi, non ci staccheremo dalle vostre ginocchia finchรฉ non ci avrete benedetti.
Benedite, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Ai prischi allori della vostra corona, agli antichi trionfi del vostro Rosario, onde siete chiamata Regina delle vittorie, deh! Aggiungete ancor questo, o Madre: concedete il trionfo alla religione e la pace all’umana societร . Benedite il nostro Vescovo, i sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del vostro santuario. Benedite infine tutti gli associati al vostro novello tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al vostro santissimo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti d’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai piรน. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne. E l’ultimo accento delle smorte labbra sarร il nome vostro soave, o Regina del Rosario della Valle di Pompei, o Madre nostra cara, o unico rifugio dei peccatori, o sovrana consolatrice dei mesti. Siate ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Cosรฌ sia.
Salve, Regina, mater misericordiรฆ…



