Quando i capelli si tingono di grigio e il corpo chiede più riposo, sorge una domanda silenziosa: come accogliere questa stagione della vita? Questa preghiera abbraccia l’arte delicata di invecchiare con dignità, trasformando il distacco dalle responsabilità in una nuova forma di servizio, dove l’esperienza diventa dono e il tramonto della vita risplende di significato profondo.
Signore, insegnami ad invecchiare. Convincimi che la comunità non compia alcun torto verso di me se mi va esonerando da responsabilità, se ha indicato altri a subentrare al mio posto.
Togli da me l’orgoglio, l’esperienza fatta e il senso della mia indispensabilità. Che io colga, Signore, in questo graduale distacco dalle cose, unicamente la legge del tempo; e avverta in questo avvicendamento di compiti una delle espressioni più interessanti della vita che si rinnova sotto l’impulso della Provvidenza.
Fa’, o Signore, che io riesca ad essere ancora utile al mondo, contribuendo con l’ottimismo e la preghiera alla gioia e al coraggio di chi è di turno nelle responsabilità; vivendo uno stile di contatto umile e sereno con il mondo in trasformazione, senza rimpianti sul passato, facendo delle mie sofferenze umane un dono di riparazione sociale.
Che la mia uscita dal campo d’azione sia semplice e naturale come un felice tramonto di sole.
Perdona se solo oggi, nella tranquillità, riesco a capire quanto Tu mi abbia amato e mi abbia soccorso. Che almeno ora io abbia viva e penetrante la percezione del destino di gioia che mi hai preparato e verso il quale mi incammino dal primo giorno di vita.
Signore, aiutami ad invecchiare così. Amen.
Preghiera di Padre Nicola Ventriglia.



