Gesù rimprovera le città che non si sono convertite nonostante i segni compiuti. Parla con dolore, non con rabbia, perché desidera il cambiamento del cuore. Questo passo ci interpella oggi: davanti alle grazie ricevute, sappiamo davvero convertirci? La preghiera che segue è un’invocazione a non restare indifferenti, a non chiudere il cuore alla luce, a lasciarci trasformare dall’amore di Dio.
PREGHIERA
Signore Gesù,
tu che hai pianto per le città che non ti hanno ascoltato,
guarda oggi anche me:
quante volte ho chiuso gli occhi davanti alla tua luce!
Hai parlato al mio cuore,
ma io ho preferito il silenzio del mio orgoglio.
Hai operato segni nella mia vita,
eppure ho camminato come se nulla fosse accaduto.
Non permettere che mi indurisca nel mio egoismo.
Spezza le mie resistenze,
entra nella mia indifferenza,
fa’ crollare le mura che mi separano dalla verità.
Donami un cuore che si lasci ferire dal tuo amore,
che sappia piangere per il male commesso,
che si apra al cambiamento,
che torni a Te con fiducia.
Rendimi vigilante, grato, umile.
Fa’ che ogni tua parola accesa trovi in me terra buona.
Concedimi oggi di non rimandare più la mia conversione.
Amen.
+++Leggi la preghiera di domani.+++
Spiegazione
Il Vangelo di Matteo 11,20-24 mostra Gesù che rimprovera le città in cui ha compiuto miracoli perché non si sono convertite. È un brano che tocca con forza la realtà dell’indifferenza spirituale: si può vedere il bene, ascoltare la verità e comunque non cambiare.
Questa preghiera nasce da lì: da un cuore che riconosce di aver ricevuto tanto, ma di non aver sempre risposto. È una supplica accorata per ricevere la grazia della conversione, un nuovo inizio, prima che sia troppo tardi. Il tono è quello del pentimento fiducioso: non dominato dalla paura, ma dalla speranza nella misericordia.
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