Quando il peso della vita si fa sentire e il cuore fatica a trovare leggerezza, la Pasqua ci invita a presentarci davanti al Risorto proprio così come siamo, senza maschere.
Questa preghiera nasce dal desiderio profondo di chi cerca ristoro autentico, non soluzioni rapide ma un incontro vero con Gesù mite e umile, capace di sciogliere ciò che ci chiude e di trasformare la stanchezza in nuova energia. È un dialogo intimo con il Signore della Pasqua, dove la risurrezione smette di essere solo dottrina e diventa esperienza personale, presenza viva che accompagna ogni nostro passo quotidiano e ci rende testimoni della leggerezza dell’amore.
Signore Gesù,
in questo mattino di Pasqua
vengo a Te così come sono,
con il cuore stanco e spesso appesantito.
Tu che sei mite e umile,
insegnami la semplicità dei piccoli,
capace di fidarsi,
capace di accogliere,
capace di lasciarsi amare.
Solleva ciò che in me è pesante,
sciogli ciò che mi chiude,
e donami il tuo ristoro,
quella pace profonda
che nasce dall’incontro con Te.
Fa’ che la tua risurrezione
non sia solo una parola,
ma vita nuova dentro di me,
relazione viva,
presenza che accompagna ogni passo.
E oggi, Signore,
rendimi capace di portare nel mondo
la leggerezza del tuo amore.
Amen.
Per gentile concessione di Helmy Ibrahim.
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