Continuiamo la preghiera della settimana scorsa seguendo Gesù sulla Via della Croce.

Sembra impossibile ma è evidente dopo che abbiamo assistito qualche malato allospedale. Gesù è spogliato delle sue vesti, anche noi saremo spogliati nudi come tanti in un letto di ospedale e saremo inchiodati sul letto come su di una croce, legato a dei tubi che somministrano ancora un po’ di vita che potrebbe chiamarsi accanimento terapeutico e poi, quando non c’è più speranza saremo trasferiti in un luogo che si chiama “hospice” dove, si dice, per morire con dignità ma solo, lontano dai parenti e amici .

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato” è stato il grido finale di Gesù, ma sarà anche l’ultimo nostro atto di fede prima dell’incontro con Lui, l’ultimo prezzo da pagare prima della Visione. Se riesci ad immedesimarti con le sofferenze finali di Cristo che sono le attuali sofferenze di milioni di persone sarai arrivato allo stadio più alto di preghiera, quello di Gesù che “Emesso un alto grido spirò”.

Si pensa che la preghiera sia gioia, felicità, pace, invece è lotta, guerra contro “la spirito del male” perchè è esperienza di fede che prepara alla visione.

Come non fermarsi alle tre del venerdì Santo, a quell’ora in cui il Cuore di Cristo battè il suo ultimo palpito , prima di essere trapassato dalla lancia e da cui “sgorgò sangue ed acqua”. Se ti fermi a quell’0ra non potrai non prolungare la tua preghiera per stare con Lui come Maria e Giovanni ai piedi della Croce.

A cura di don Giuseppe Mani.