Mercoledì delle Ceneri 2023 – Orazione

M

O Dio, nostro Padre,
concedi al popolo cristiano di iniziare con questo digiuno
un cammino di vera conversione,
per affrontare vittoriosamente con le armi della penitenza
il combattimento contro lo spirito del male.

Per il nostro Signore.

IL TEMA DELL’ORAZIONE

Un grande disegno in pochissimi tratti: breve come da tradizione romana, questa orazione apre grandi strade. Il percorso quaresimale è introdotto attraverso una coraggiosa immagine bellica, che nel testo tipico latino sarebbe molto esplicita (si parla di Quaresima come praesidia/difesa, di militia christiana/esercito cristiano, pugnare/ combattere, con l’aiuto delle auxilia/milizie ausiliarie). Lo stesso tono è ben evidente anche nel testo italiano. Perché la Chiesa ha avvertito l’esigenza di questa metafora così forte? Si fa eco al testo di Efesini 6,10-17, in cui Paolo svolge diffusamente questa medesima immagine, parlando della battaglia contro il mondo della tenebra, aiutati dall’armatura di Dio, con la cinta della verità, la corazza della giustizia, i calzari dello zelo, lo scudo della fede, l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito.

Questa giornata è, insieme al Venerdì di Passione, il vero digiuno dei cristiani. Illuminati dalle Scritture, accoglieremo il significato che il digiuno ha per i credenti in Cristo. Questa pratica ascetica e penitenziale fa parte delle armi offerte in aiuto nel combattimento contro lo spirito del male. Non, dunque, un cammino di perfezione personale, ma una campagna di difesa eccezionale e fraterna contro l’esperienza del male che sempre ci colpisce e isola.

STRUTTURA

La struttura nella versione italiana segue uno schema molto essenziale, composto da due elementi:

  • invocazione («O Dio, nostro Padre»)
  • richiesta («Concedi…»)

Notiamo anzitutto che nell’orazione non è presente la parte anamnetica, quella cioè che abitualmente accompagna l’invocazione del Signore e la richiesta della sua azione, ricordando quali fatti Dio abbia già operato in favore del popolo che, ringraziando per essi, lo benedice. In questo caso, essa è implicita e si passa immediatamente all’invocazione.

Il tempo della Quaresima si offre davanti come un’occasione impegnativa di conversione. La colletta della I domenica oserà chiamarla «segno sacramentale della nostra conversione». Nell’orazione qui sopra riportata, l’orribile esperienza bellica dà ragione della non meno drammatica esperienza del male che ogni vita incontra. Immaginiamo dunque la preghiera, il digiuno e l’elemosina come le armi principali da ricevere come indispensabile e comune aiuto.

L’AZIONE RITUALE

La monizione iniziale potrebbe anticipare la simbologia militare che poi il canto dell’orazione svolgerà. In questo modo, nel silenzio che segue l’invito all’assemblea («preghiamo»), si crea l’occasione per richiamare in cuore le battaglie personali, comunitarie e epocali nelle quali sentiamo l’urgenza dell’aiuto del Signore e percepiamo l’opportunità desiderabile di questo tempo di penitenza.

L’arte di celebrare aiuterà il presidente, che avrà meditato e approfondito l’orazione, a cantarla o proclamarla con il giusto ritmo e la giusta intonazione. L’Amen dell’assemblea può così far iniziare la Quaresima come cammino comunitario.

A cura dell’Ufficio Liturgico Nazionale, con la collaborazione del settore per l’Apostolato Biblico dell’Ufficio Catechistico Nazionale, del Servizio Nazionale per la Pastorale delle Persone con Disabilità e di Caritas Italiana.

Fonte

Di PC

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